Sul 1° maggio No Expo

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Dopo che tanti militanti già si sono espressi sulla giornata del Primo maggio a Milano, ora riteniamo doveroso abbozzare un primo commento come associazioni studentesche.
Il Primo maggio ha visto scendere in piazza più di 30.000 tra studenti, giovani, precari e lavoratori – alcuni provenienti da tutta Europa – per contestare ed opporsi al modello Expo. Un modello fatto di precarietà, sfruttamento e cementificazione. Un modello perfetto di greenwashing mondiale, di cui si sono rivestite istituzioni e corporation, che del Pianeta si ricordano solo quando c’è da sfruttarne le risorse da asservire al dio-mercato. La corruzione e lo spreco di risorse dovuto a scelte politiche sbagliate pesano sui già fragili bilanci pubblici, soprattutto in una fase caratterizzata da scarsa disponibilità economica e tagli alla spesa pubblica, ma hanno ingrassato le mafie e la parte peggiore della nostra “economia”. E’ però la presenza massiccia di lavoro gratuito come fatto legittimato dalle stesse istituzioni pubbliche a rappresentare il problema più grave per un Paese in cui la disoccupazione giovanile ha superato il 43 %. Per questo noi studenti abbiamo promosso, insieme a numerose altre realtà, la campagna ‪#‎iononlavorogratisperexpo‬, organizzando iniziative ed incontri e partecipando alla costruzione del corteo studentesco del 30 aprile che ha messo in campo azioni comunicative contro il modello expo.

Il Primo maggio molti di noi erano alla MayDay per “ripulire Milano” da debito, cemento e precarietà. Abbiamo partecipato ad uno degli spezzoni di testa del corteo, sostenendo azioni comunicative e conflittuali, dirette ad obiettivi mirati di grande valore politico e comunque tese a non danneggiare l’integrità della città. Dalla pancia del corteo, invece, il “blocco nero” ha devastato alcune vie di Milano, incendiando auto e infrangendo vetrine: si tratta di violenza gratuita, di devastazione sterile e nichilista. Chi ha attaccato auto, parrucchieri e bar non ha fatto altro che attaccare indirettamente tutti coloro che in questi anni si sono opposti a Expo e alle opere ad essa legate, dalle vie d’acqua alle nuove autostrade: la violenza portata in piazza dal “blocco nero” ha infatti indebolito fortemente il movimento NoExpo, spazzando via il consenso che esso aveva cercato di costruire con un lavoro di anni.
 
In una fase politica caratterizzata da un pensiero unico dilagante, in cui viene costantemente attaccata ogni possibilità di dissenso, la violenza gratuita che si è vista il Primo maggio avrà ripercussioni negative su tutte le lotte sociali. I movimenti sociali si basano sulla partecipazione e sulla democrazia. Per questo non è accettabile che una manifestazione possa diventare ostaggio di chi non riconosce i percorsi assembleari di democrazia dal basso e non si prende la responsabilità politica della propria azione.
 

Purtroppo il Primo maggio la nostra azione è stata oscurata e compromessa da quanto accaduto. Il fatto che tanti milanesi parteciperanno questo pomeriggio all’iniziativa “Nessuno tocchi Milano”, è il segno della completa sconfitta di quella giornata. Tuttavia questo non ci impedirà di continuare a batterci per “ripulire Milano”, ripulirla anche dalla precarietà, dalla mafia e dal malaffare che alimenta cementificazione ed inquinamento.

Unione degli Studenti Lombardia
Rete della Conoscenza Milano  
Unione Degli Studenti Milano
Link – Sindacato universitario milanese

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