[DaAltragora] La Mobilitazione del 17 Novembre

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Martedì a Milano centinaia di studenti lombardi sono scesi in piazza per la giornata internazionale dello studente richiedendo una scuola ed un università accessibile a tutte e tutti. L’appuntamento lanciato dall’Unione degli Studenti per le 9.30 in largo Cairoli storica piazza del movimento studentesco milanese, rinominato largo 17 novembre alla partenza del corteo per ricordare la rivolta degli studenti del Politecnico di Atene contro il regime dei colonnelli. Il corteo è sfilato per le vie del centro in direzione Regione Lombardia passando per Palazzo Marino dove simbolicamente si sono scaricate delle macerie per chiedere al sindaco Pisapia di intervenire sulla disastrosa situazione dell’edilizia scolastica nella città metropolitana, il corteo si è poi fermato davanti al consolato francese dove si è ricordata la strage di pochi giorni tentando di far sentire la vicinanza degli studenti lombardi a tutte le vittime del terrorismo e delle guerre in Europa e in Medio Oriente. Da qui il corteo ha sfilato dritto in direzione Pirellone dove una delegazione di studenti è stata ricevuta dell’assessore Aprea mentre il resto del corteo si è fermato in asemblea nel piazzale della stazione centrale per discutere problemi e rivendicazioni.
Le richieste del corteo erano molte data la situazione nel quale versa il diritto allo studio della regione sia per gli studenti medi che per quelli universitari, gravato da tagli sempre crescenti sia sul livello nazionale che su quello regionale. La rivendicazione principale era la creazione di un reddito di formazione per gli studenti, un metodo per riuscire a creare una misura di welfare universale per tutti i soggetti in formazione, declinato sia in una parte monetaria, sia in una quota di servizi; sui servizi la regione ha mostrato delle aperture oltre a prendere in considerazione la creazione, almeno, di un abbonamento studenti Trenord altra rivendicazione del sindacato studentesco. Per quanto riguarda la sponda universitaria il problema principale è il nuovo metodo di calcolo dell’ISEE che sta restringendo la platea dei beneficiari delle borse di studio togliendo loro borse e alloggi impedendo quindi la continuazione del percorso universitario o comunque costringendo le famiglie degli studenti a grandi sacrifici per far completare il percorso di formazione iniziato. Anche su questo tema l’assessore ha mostrato segni di apertura per la creazione di un bando che riesca a garantire la borsa agli studenti “esodati” dal provvedimento.
Il fatto che un assessore da sempre favorevole al merito e addirittura ideatrice della omonima “legge Aprea” eliminava, di fatto, la rappresentanza studentesca e inseriva i privati nei consigli di istituto fa molto riflettere, lo fa perché se un personaggio politico come Valentina Aprea che da anni si occupa di scuola e università guardandole da destra si trova in accordo con delle rivendicazioni di organizzazioni studentesche marcatamente di sinistra vuol dire che nel nostro paese siamo in una situazione emergenziale per tutto il comparto della formazione, che la “Buona Scuola” renziana non è altro che un carrozzone pubblicitario del governo non un provvedimento politico che tenta di dare un senso al nostro sistema di formazione ma una mera marchetta pubblicitaria per tirare bordate ad insegnati e agli studenti e con loro alle loro organizzazioni e movimenti.
Nel frattempo nel piazzale della stazione l’assemblea continuava e gli studenti continuavano a chiedere ed immaginare una scuola migliore discutendo e tentando di trasformare il presente per riuscire ad avere una futuro

Da Altragorà http://www.altragora.it/la-mobilitazione-del-17-novembre/

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