Ancora tagli sul diritto allo studio! In Lombardia la lotta al “Gender” si finanzia a spese degli studenti

Come tutti gli anni, è arrivato il momento dei tanto attesi regali di Natale anche per noi studenti e quest anno la Giunta Maroni non si è fatta attendere, consegnandoci il Bilancio Preventivo del 2016, che comprende anche i finanziamenti stanziati per il diritto allo studio.

In linea con gli anni passati, la Giunta Regionale ha presentato in Consiglio Regionale un Bilancio che preannuncia un dimezzamento sostanziale (da 5 a 2,6 milioni) dei già miseri fondi stanziati per la componente di sostegno al reddito della dote scuola, ovvero quei fondi destinati alle famiglie meno abbienti con figli che frequentano scuole pubbliche di secondo grado (scuole superiori). Parallelamente a ciò, nel Bilancio in discussione si parla di un taglio di soli 4 milioni (da 29 a 25)  per i “contributi alle famiglie per l’accesso e la libera scelta dei percorsi educativi”, ovvero per quelle famiglie con figli iscritti a scuole paritarie.

Per l’ennesima volta, il diritto allo studio non viene considerato come una voce sulla quale investire; Il Governo Maroni si riconferma portatore di disuguaglianze, stanziando 25 milioni di euro a favore delle famiglie i cui figli frequentano scuole paritarie, andando contro ai principi della Costituzione Italiana e scaricando sulle singole famiglie i costi per l’accesso allo studio per chi frequenta la scuola pubblica, senza considerare le ingenti spese che tutti gli anni siamo tenuti a sostenere per permetterci libri, trasporti, contributo “volontario” e qualsiasi altro costo per poterci garantire un’istruzione completa.

Ma la generosità del Governo Regionale in vista del Natale va oltre al disinteresse per il nostro futuro. Infatti, Maroni ha dato l’ok per stanziare cinquantamila euro per l’attivazione di un numero verde regionale antigender, guarda a caso proposto dalla Lega Nord.

A parte la totale infondatezza (sia scientifica che logica) della teoria gender di cui Lega e destre cattoliche fanno un cavallo di battaglia, è evidente come i nostri governatori non abbiano minimamente chiara la situazione nelle scuole lombarde, delineando un contesto che sfiora il ridicolo. Il fatto che venga data priorità all’attivazione di un numero verde per segnalare “iniziative contrarie ai valori della famiglia tradizionale” piuttosto che stanziare dei reali finanziamenti al diritto allo studio regionale è sintomo di una politica che non comprende i reali bisogni degli studenti, e si chiude in battaglie ideologiche totalmente futili e di stampo decisamente medioevale.

Per questo, riteniamo inaccettabili le politiche portate avanti dalla Giunta Maroni e pretendiamo un reale stanziamento di fondi per il diritto allo studio che punti a colmare le disuguaglianze che ad oggi sussistono ancora fra studenti delle scuole pubbliche e studenti delle scuole paritarie.

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