REGIONE LOMBARDIA RINUNCIA ALLA SCUOLA – #NoiNonRinunciamo: sciopero DAD e lezioni in piazza

REGIONE LOMBARDIA RINUNCIA ALLA SCUOLA – #NoiNonRinunciamo: sciopero DAD e lezioni in piazza

Governo, Regione Lombardia ed enti locali rinunciano alla scuola. Noi non rinunciamo.⠀

Con la nuova ordinanza Regione Lombardia getta la spugna: avrebbero dovuto impegnarsi a garantire scuole aperte anche in tempi di pandemia ma hanno fallito. È un fallimento di cui conosciamo le responsabilità politiche e che si riversa sulle spalle di studenti e studentesse, docenti, famiglie, cittadin* a tempo indefinito.

Le scuole tornano a essere sacrificabili e capro espiatorio utile a coprire un sistema pubblico al collasso da anni di privatizzazioni. Le scuole tornano in DAD nonostante i limiti che questo strumento “emergenziale” ha mostrato attraverso dati raccolti e resi accessibili, nonostante i conclamati costi sociali ed educativi di questa scelta nei soli primi 4 mesi dal suo utilizzo. Siamo consapevoli del preoccupante andamento della pandemia ma siamo altrettanto consci degli effetti di esclusione dal diritto allo studio. Volete attivare la Didattica a Distanza? Garantite gratuitamente connettività e device e una didattica di qualità a tutti e tutte e poi – come ultima spiaggia – si potrà attivare la DAD.

La Regione chiude le scuole perché rinunciare alla scuola è più semplice ed economico che investire per trasformarla e mettere in sicurezza tutto ciò che la circonda. Perché conviene investire nelle spese militari o in opere inutili e inquinanti al posto di pensare ai trasporti pubblici, all’edilizia scolastica e alle classi pollaio. Perché la priorità di questo paese non è l’istruzione ma salvare il profitto di pochi, negandoci un futuro che non sia di precariato e sfruttamento. ⠀

Da aprile diciamo che per aprire le scuole in sicurezza, in presenza e in continuità ci vogliono più spazi, più organici, ci vuole la rapida stabilizzazione di precarie e precari. Diciamo che per aprire le scuole bisogna potenziare il trasporto pubblico e la prevenzione territoriale, riaprire le infermerie e avere la capacità di eseguire tamponi rapidi e continuativi sul posto.

Sono mesi che diciamo che per aprire le scuole bisogna dare priorità alla vita, alla salute, all’educazione, al reddito e non al produttivismo irrefrenabile che i Governatori scellerati di questa Regione, complici i sindaci e i dirigenti di Confindustria della #MilanoNonSiFerma e della #BergamoNonSiFerma, hanno imposto sulla vita di migliaia di persone.⠀

Inutile girarci attorno: è il tempo di chiedere diritto all’istruzione, accesso alla salute e ammortizzatori sociali. Non supereremo questa pandemia se non saremo riuscit* a ribadire la centralità del servizio pubblico su quello privato, lottando per il Welfare e la sua trasformazione; se non saremo riuscit* a ribadire l’importanza della riproduzione davanti al produttivismo, mostrando le contraddizioni che si danno – a maggior ragione oggi – quando si stanziano finanziamenti per l’industria bellica prima che per gli ospedali, per le aziende che fatturano nei paradisi fiscali prima che per le scuole. Infine, quando si spiana la strada alle piattaforme private prima di potenziare infrastrutture statali, quando i profitti degli altri vengono prima del reddito e la sostenibilità collettiva.

Chiudere ciò che ri-produce il contagio ed è all’origine del contagio stesso, chiudere la produzione non essenziale, attivare il telelavoro laddove questo non leda i diritti di lavoratori e lavoratrici. La scuola deve chiudere per ultima perché la scuola non è il virus: per pensare il futuro la scuola è l’essenziale.

#NoiNonRinunciamo
#LaScuolaNonèIlVirus

Martedì 27 Ottobre, dopo il primo giorno di ritorno della didattica a distanza in Lombardia, ci troveremo sotto il palazzo della Regione per protestare contro Governo, Regione ed Enti Locali e per ribadire #prioritàallascuola.

Proclamiamo lo sciopero dalla DAD e invitiamo tutte e tutti a unirsi alle lezioni in piazza che organizzeremo distanziati fisicamente (ma non socialmente).